Cantores Sancti Marci la mia raccolta di Spartiti antichi a Venezia
             
       
       
       
       
Ultimo aggiornamento archivio :  15/06/2017 09:42:46
 
CANTORES SANCTI MARCI ...

 

La storia della cappella musicale di San Marco rispecchia gran parte degli sviluppi della civiltà veneziana.

La Basilica di San Marco, nella forma attuale, risale al 1094. Nonostante non si possa immaginare una liturgia senza musica, i primi documenti di una presenza musicale estranea, diversa dal Capitolo, risalgono al 1318 quando viene nominato l'organista Zucchetto per aiutare il canto delle celebrazioni. Dopo una serie di quattordici organisti, nel 1490 la carica viene sdoppiata e abbiamo i due organisti: Bartolomeo de Vielmis e Francesco De Ana, contemporaneamente all'inaugurazione dell'organo di sinistra. La figura del Maestro di Cappella prende forma nel 1436 con Johannes de Quadris e si stabilizza nel 1591 con Pietro de Fossis. Dal 1490 ad oggi vi è sempre stato a S. Marco un Maestro di Cappella e un Organista.

Dopo la morte del maestro fiammingo, la scuola di canto viene affidata ad Adriano Willaert. Nel 1577 viene istituita una seconda scuola di canto, al servizio della chiesa del seminario di San Marco, e nel 1591 Baldassarre Donato ne diventa Maestro di Cappella.

Tra i migliori allievi di Willaert ricordiamo Cipriano de Rore, Gioseffo Zarlino, Costanzo Porta, Claudio Merulo, Francesco della Viola e Andrea Vicentino, che costituiscono la prima scuola veneziana. Una spinta fortemente innovativa, che risente ampiamente dell'influenza di Orlando di Lasso e dell'ambiente musicale di Monaco, viene data dai compositori di origine veneziana Baldassarre Donato e Andrea Gabrieli, che vengono considerati i fondatori della seconda scuola veneziana che diventerà il nuovo punto di riferimento della musica europea. Il loro percorso verrà approfondito dalla celebre terna dei "Giovanni": Gabrieli nipote di Andrea, Bassano e Croce, i quali daranno voce e suono al momento di maggiore splendore della civiltà veneziana e, tramite gli allievi provenienti da tutta Europa e le innumerevoli stampe musicali prodotte della fiorente editoria della Serenissima, diffonderanno ovunque la nuova concezione musicale veneziana.

La terza scuola veneziana, sviluppatasi all'interno della Cappella Marciana, raggiunge il suo massimo splendore con Claudio Monteverdi, che si adopera attivamente per migliorare l'attività della Cappella. Monteverdi è sicuramente uno dei massimi geni musicali in senso assoluto e la sua presenza contribuisce fortemente a dare continuità e nuovo impulso all'ambiente musicale veneziano. Unitamente a suoi allievi, tra cui spiccano Giovanni Rovetta, Francesco Cavalli e Dario Castello, e ai propri collaboratori, Alessandro Grandi e Francesco Usper, il nome di Monteverdi supera abbondantemente i confini della Repubblica.

Il XVIII secolo è caratterizzato dalla presenza in basilica di compositori della lavatura di Antonio Lotti e Baldassarre Galuppi che continuano a diffondere ovunque, con le proprie composizioni, il pensiero musicale veneziano.

Con la caduta della Serenissima (1797), la Cappella, pur non perdendo la propria continuità, vede una drastica riduzione della propria leadership nel panorama musicale europeo. Il XIX secolo trascorre in gran parte sotto la guida dei maestri Giovanni Perotti, Antonio Buzzolla e del veneziano Nicolò Coccon, e vede la Cappella fortemente interessata agli ideali del movimento ceciliano per diretto coinvolgimento di Buzzolla, di Giovanni Tebaldini, che istituirà nuovamente i Pueri Marciani, e infine del giovane Lorenzo Perosi e, durante tutto il XX secolo, i temi principali rimarrano la riscoperta dei maestri del passato e la proposizione coraggiosa delle nuove musiche degli allievi del celebre maestro tortonese. Nel 1974 la Cappella rischia la totale paralisi a causa dello scioglimento voluto della Procuratoria della basilica stessa. Solo la costanza e la buona volontà dei cantori, presenti ancora oggi, e dei maestri Alfredo Bravi, Roberto Micconi e Marco Gemmani hanno permesso alla cappella di sopravvivere fino ad oggi.

 

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